Con un linguaggio semplice, accessibile anche ai non addetti ai lavori, ma estremamente preciso e documentato, e con l’aiuto di grafici e tabelle Luigi Castagna traccia il quadro della crisi energetica che sta investendo la Terra.
Lo sfruttamento intensivo delle riserve geologiche del pianeta ha reso disponibile una quantità senza precedenti di beni e servizi. Oggi ci stiamo rapidamente avvicinando al momento in cui toccheremo il massimo possibile nella produzione di energia da fonti fossili (prima il petrolio, poi il gas e il carbone); dopo tale momento all’economia globale verrà a mancare una quota sempre crescente dell’energia oggi utilizzata per il suo funzionamento.Saremo quindi costretti a ridurre i consumi, a produrre più energia da fonti rinnovabili, a cambiare l’organizzazione economica e gli stili di vita; ma anche a controllare l’istinto umano a forzare i limiti della natura. Non abbiamo altra strada da percorrere se vogliamo preservare, trasformandola, la nostra civiltà.
Il pianeta in riserva
Analisi aggiornata e scenari della prossima crisi
di Luigi Castagna
Ed. Pendragon, 2008
Pagine 144; € 10.00
Il professor Massimo Scalia è uno dei maggiori esperti in Italia sulla questione nucleare e ben rappresenta una larga parte del mondo scientifico (vedi le 1200 firme di scienziati contro il nucleare in Italia) che ritiene, ancora oggi, il programma nucleare pericoloso e non economico. E l'11 luglio 2008 il professore sarà a Spoleto, per partecipare all'incontro della serie "Montagne di Libri", dedicata ai temi dell'ambiente, dell'ecologia, della sostenibilità ambientale e sociale, a cura di Legambiente Spoleto e realizzati grazie alla collaborazione del Cesvol e della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano.
Il tema è di grande attualità. A chi sostiene che dall'energia nucleare si può trarre energia abbondante, tanto da liberarci dalla schiavitù del petrolio e del gas, energia pulita, tanto da contrastare l'incubo del cambiamento climatico, energia a prezzi ben più limitati, tanto da ridar fiato alla nostra stanca economia, Scalia risponde che "tutto ciò è una favola, senza alcun fondamento scientifico razionale". E non a caso molti paesi europei, gli USA ed il Giappone stanno facendo altre scelte.
Qui si può leggere il testo della Favola atomica, firmata dal professor Scalia insieme a Gianni Mattioli.
Rispetto dell'ambiente, innovazione tecnologica, economia solidale. Tre elementi riuniti in un progetto che sarebbe bello vedere replicato in questa nostra Italia dalle mille risorse e dalle menti vivaci, che si dibatte in mille problemi in cerca di soluzioni.
Mi riferisco all'impianto fotovoltaico inaugurato di recente a Mondovì. Non è il primo, d'accordo, ma questo ha una caratteristica che lo rende unico: è stato finanziato attraverso un sistema di azionariato popolare cui hanno partecipato più di 40 persone.
Vediamo la storia del progetto.
L’idea è nata quasi per caso nel gennaio 2007, attraverso il blog di un agricoltore biologico, Marco Mariano, ed è stata accolta positivamente da una cooperativa presente sul territorio che si occupa di raccolta differenziata (Cooperativa sociale proteo) che si è offerta di ospitare l’impianto sul nuovo capannone realizzato coi criteri della bioedilizia, che diventerà adesso anche autonomo per il fabbisogno energetico grazie all’impianto fotovoltaico. Una vera e propria rete nata sul territorio di Mondovì.
Come funziona questa rete
La persona interessata al progetto diventa socio della cooperativa attraverso due possibilità di formalizzare il rapporto: il prestito sociale o la sottoscrizione di capitale. Entrambi garantiscono un utile che viene deciso di anno in anno alla chiusura del bilancio (quest’anno circa il 5%). Dalla proposta iniziale il progetto è divenuto concreto attraverso la nascita di un’associazione senza scopo di lucro (Solare collettivo) che ha consentito l’allargamento della base sociale degli interessati e che si è incaricata di organizzare gli studi di fattibilità, di redigere i progetti e di stringere gli accordi necessari per la realizzazione dell’opera.
Adotta un KW
L’iniziativa ha anche un titolo molto accattivante: “Adotta un KW”. E dopo il primo progetto, dato che il gruppo si è trovato in surplus di capitali, si è deciso di proseguire con il secondo progetto che è stato chiamato Adotta un Kw2, e ad altre iniziative sempre di natura energetica legate alla solidarietà sociale, che prevedono ad esempio la realizzazione di un impianto eolico in Africa.
«Si ritiene che una nuova cultura ecologica possa nascere solo da una radicale riappropriazione di responsabilità e di potere da parte dei singoli, dei piccoli gruppi e dalle comunità locali: responsabilità e potere che si traducano in progetti produttivi e/o iniziative di consumo intelligente» si legge sul loro sito.





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