Una buona notizia arriva dalle regioni dell’Indo-Pacifico: di fronte ai cambiamenti climatici e all’innalzamento delle temperature delle acque, i coralli sanno difendersi. E lo fanno sostituendo alghe simbionti troppo sensibili al caldo con delle specie in grado di sopportare un range di temperature più vasto.
Questa scoperta, firmata dai ricercatori dell’Australian Institute of Marine Science, significa che le barriere coralline sono molto meno suscettibili ai cambiamenti climatici di quanto si fosse creduto. Questa strategia è stata studiata in Acropora millepora, un corallo duro che, come molti altri abitanti della barriera, ospita delle microalghe sulla sua struttura calcarea in cambio dei nutrienti e dell’ossigeno che queste producono grazie alla fotosintesi. Le alghe, oltre alla protezione, ottengono anche sostanze nutritive dai prodotti di rifiuto dall’animale.
Ma questi microscopici vegetali sono molto sensibili a variazioni di temperatura e periodi prolungati di caldo possono portarli alla morte, che si manifesta in uno sbiancamento del corallo. Gi scienziati dell’istituto australiano hanno studiato A. millepora prima e dopo uno sbiancamento di massa avvenuto nel 2006, durante il quale le temperature del mare hanno raggiunto i 30,2°C per un mese, oltre tre gradi sopra la media stagionale.
Durante un campionamento precedente al fenomeno, gli scienziati hanno registrato che il 97 per cento delle colonie di coralli ospitavano alghe di tipo “C”, sensibili al calore, mentre il resto ospitava un tipo molto più resistente, che hanno chiamato “B”. I biologi hanno poi campionato i coralli dopo l’ondata e hanno notato che il 37 per cento delle colonie con il tipo C di alga erano morte, contro l’8 per cento di quelle con le alghe B.
Tre mesi dopo, un ulteriore censimento ha rivelato che i tre quarti della colonia sopravvissuta e che originariamente ospitava alghe C era in simbiosi con alghe di tipo D. “Questa è un splendida notizia - hanno commentato gli scienziati - Significa che le comunità di coralli sono molto più adattabili e di quanto si fosse pensato”.
Lo studio è pubblicato su Proceeding of the Royal Society B.
Fonte Modus Vivendi
Bali, 15 dicembre 2007. Ci sono accordi internazionali che aprono la strada a grandi miglioramenti globali. Il documento firmato a Bali, il 15 dicembre, giornata di chiusura della 13a conferenza quadro sul clima, è certamente uno di questi. L’accordo getta le fondamenta per due anni di negoziati durante i quali dovrà essere ridisegnato – grazie al più ampio numero possibile di paesi - il protocollo di Kyoto.
Il raggiungimento del negoziato è stato però molto difficile: gli USA infatti si sono strenuamente opposti ad inserire nel documento rigide quote di riduzione dei gas serra. L’Europa, invece si è sempre battuta per la definizione di numeri chiari, quantificabili, scritti nero su bianco.
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Spiegare i cambiamenti climatici nelle scuole con il linguaggio dei giovani, attraverso la musica, il web e la creativita': e' il nuovo progetto di educazione ambientale "Clima globale questione di stile", al quale potranno aderire a partire da novembre tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado.
L'iniziativa didattica, del tutto gratuita per studenti e insegnati, e' presentata dalla Cooperativa sociale Epoche' (Onlus) con il patrocinio del ministero dell'ambiente della tutela del territorio e del mare. L'obiettivo e' avvicinare le scuole e renderle parte attiva del dibattito sui cambiamenti climatici, anche attraverso una partecipazione attiva e visibile grazie al contributo di partner e media partner che faranno da supporto e veicolo per tutti gli elaborati prodotti dai ragazzi durante la partecipazione al progetto.
Inizialmente e' prevista la distribuzione alle classi di tutti gli strumenti didattici necessari per poter affrontare l'argomento dei cambiamenti climatici attraverso il sito dedicato www.iocambiostile.it, all'interno del quale sara' possibile scaricare i manuali per gli insegnati e tutti i contributi didattici per gli studenti per la creazione degli elaborati. Il progetto, che sara' articolato su un periodo complessivo di nove mesi compresi indicativamente tra novembre 2007 e giugno 2008, prevede poi cinque diverse fasi articolate secondo un andamento che va dal "globale al particolare" e porta dalla conoscenza teorica all'azione concreta.
L'obiettivo e' quello di tracciare un quadro della propria citta' da un punto di vista ambientale e capire quali conseguenze potrebbe avere il cambiamento del clima sulle caratteristiche ecologiche, morfologiche, ambientali del territorio. La fase di documentazione potra' prevedere la realizzazione di interviste, reportage fotografici, brevi filmati, disegni, articoli di taglio scientifico o giornalistico, grazie al contributo didattico della redazione del periodico Oasis. Il settimanale "Vita" dara' ai ragazzi le informazioni su come "Attivarsi per l'ambiente" illustrando il panorama dell'associazionismo ambientalista italiano.
Nella terza fase viene richiesto ai ragazzi di provare a immaginare il cambiamento, di proiettarsi nel futuro, mettersi nei panni dei giovani di domani e stimolare la creativita' per rappresentare la loro visione. Proiettando le informazioni raccolte e i possibili scenari di sviluppo, i ragazzi saliranno sulla "macchina del tempo" e proveranno a immaginare la vita nella propria citta' nel 2050. Una prospettiva agli studenti sul loro futuro professionale sara' data da Ecolavoro, che dara' dei suggerimenti sui "mestieri verdi".
In ultimo gli studenti saranno invitati a realizzare una piccola campagna di comunicazione con la realizzazione di un breve spot che avra' come finalita' quella di stimolare una modifica di atteggiamento e quindi dello stile di vita. Le campagne di comunicazioni migliori potranno essere mostrate pubblicamente grazie al contributo di Warner Village Cinemas, che per l'occasione mettera' a disposizione i propri spazi.
Ripreso da La Stampa





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