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De.licio.us

Presento un libro che non dovrebbe mancare sullo scaffale di chi ha a cuore il futuro (e il presente) del nostro pianeta.

Cosa ci fanno in un libro due distratti, un ingordo, una famigliola di viziati, un ragazzo gasato, un'impiegata pessimista, un inguaribile pigro, una coppia di rampanti, una nonna indifferente e, per finire, una saputella in giro per il mare?
Nove persone diverse, nove stili di vita "ecologicamente" insostenibili: attraverso l'analisi dei loro comportamenti, Cristina Gabetti ci apre gli occhi sulle loro azioni, anche banali e apparentemente insignificanti, che hanno una ripercussione negativa sull'ambiente.

Sappiamo tutti che il pianeta procede a grandi passi verso la catastrofe
ambientale, ma cosa possiamo fare, noi per primi, per invertire la rotta?
La natura è fonte di vita, espressione di sublime bellezza, e amarla e rispettarla dovrebbe essere un piacere, non un dovere. Questo ci suggerisce l'autrice, fornendoci preziose informazioni e soluzioni concrete alla portata di tutti, per cambiare il nostro comportamento e adottare una vera "eco-condotta" con cui far respirare la Terra.

Se ti interessa, puoi acquistare il libro su Bol.

L'acqua è un bene comune, siete d'accordo? Bene, è di questi giorni la notizia che il governo italiano ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Come? Presto detto. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro dell'Economia, nel quale articolo si afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Da bene pubblico a merce. Così il governo ha sancito che nel nostro Paese l'acqua sarà gestita da multinazionali, quelle stesse che possiedono le acque minerali vendute in bottiglia (di plastica o di vetro). A Latina, per esempio, la francese Veolia (qui la mappa della presenza di Veoliaacqua in Italia) ha deciso di aumentare le bollette fino al 300%. Secondo un'inchiesta dell'International Consortium of Investigative Journalists, insieme a Suez e alla tedesca RWE, Veolia controllerà nei prossimi 15 anni il 65-75% degli acquedotti pubblici e servirà nel complesso quasi 300 milioni di persone. Come l'aria, l'Acqua è uno dei beni più preziosi per la vita. Senz'acqua non esiste cibo, non esiste la salute. Eppure il 40% degli abitanti del nostro pianeta soffre la penuria d'acqua (vale a dire oltre due miliardi di persone). In Italia, si stima che nove milioni di famiglie non abbia acqua a sufficienza, mentre le perdite degli acquedotti sono stimate mediamente del 30-40% e circa la meta' dei Comuni italiani e' senza impianti di trattamento degli scarichi. Ecco, ad onta di tutto questo, l'acqua viene usata come strumento di dominio di interi paesi e molte sono le popolazioni che vedono minacciata la propria indipendenza economica e politica perché vedono minacciato l'approvvigionamento idrico. L'"oro blu", se non fermiamo questa tendenza, sarà al centro di guerre per il suo controllo. E la privatizzazione dell'acqua provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. Davvero vogliamo tutto questo? Alcuni link per approfondire l'argomento Forum italiano dei movimenti per l'acqua Attac Italia Emergenza acqua Perché No alla Privatizzazione

Ho dimenticato la giacca - Erika CalesiniUn'"invasione" di opere d'arte che parlano di ecologia e di sostenibilità ambientale ed anche di recupero dei sentimenti, di riciclo dell’anima. Opere dedicate alla bicicletta, mezzo di trasporto ecologico per eccellenza (oltre ai piedi).

A Ferrara, fino a domani 23 settembre, nella piazza Municipale di Ferrara si possono ammirare le installazioni dell'eco artist Erika Calesini, sotto il titolo Emozionandomiemoziono.

"Di fronte a casa mia - racconta Erika - c’è una pista ciclabile. Vedo quotidianamente passare vecchi signori con le loro biciclette, sgangherate, segnate dalla vita, e sempre di più mi accorgo come ogni bicicletta sia diversa dalle altre e assomigli sorprendentemente all’uomo che la cavalca, come succede con i cani e i loro padroni…”.

Le due ruote sono il grande amore di Erika, simbolo di libertà e di capelli al vento, di sogno e di leggerezza, ma saldamente attaccate alla terra. Questo mezzo di trasporto antico ma attuale, che fa volare e nello stesso tempo scivola fermo sulla strada, è presente in molte creazioni dell’artista, lavorato, saldato, picchiettato, schiacciato da presse, scomposto e ricomposto e infine posizionato su tele di legno e di metallo.

La serie dei “metà mattina” e dei “serali” rappresenta i sentimenti del passaggio, del cambiamento, mirabilmente espressi anche in “La vita umana e le sue realtà”, dove le due ruote sono arricchite da rose, profumi ma anche da spine, realizzate con i pistoncini delle camere d’aria.

La mostra, allestita in occasione dell'Anno della Bicicletta, fa parte del programma della quarta edizione della Biennale d'Arte di Ferrara, vetrina di arti visive e dei comunicazione estetica a livello nazionale.